Essere primi su Google: Vantaggi e svantaggi

Spesso l’apparenza inganna. È un massima conosciutissima e utilizzata in tutti quegli ambiti in cui qualcosa o qualcuno a primo impatto ci dà una certa impressione (il più delle volte positiva) ma, col tempo e l’approfondimento, questa viene totalmente ribaltata e mutata (il più delle volte in negativo). Pensate solo di trovarvi in uno stato diverso e volete immergervi ed assaporare la cultura, le tradizioni e le storie locali.

Scegliete dei musei e vi recate. Spesso accade che per accedere ad alcuni musei ci sia così tanta attesa e coda all’ingresso da dover comprare degli appositi biglietti “salta coda”. Fuori da altri musei invece ci si chiede “sono nel posto giusto?” perché non ci sono né attesa né code nonostante dalle nostre precedenti ricerche in internet fosse emerso che entrambi i musei vantavano grandi recensioni.

Qual è il discrimine? I due musei sono nella stessa città, entrambi affrontano la storia e la cultura dello stesso paese, entrambi sono linkabili in Google, eppure uno è più “gettonato” dell’altro. Forse perché essere “primi su Googlenon è condizione sufficiente alla reale promozione di un’attività.

Questo articolo si propone di esporre delle linee guida per aiutarvi a capire quando e se essere “primi su Google” sia necessario e performante per la buona riuscita di ciò che volete sponsorizzare.

Essere primi su Google, errori da evitare.

Essere primi su Google non è sinonimo di essere “più seguiti” dal pubblico o avere più acquirenti. Purtroppo l’errore che si commette più frequentemente è quello di pensare che trovarsi in testa ai motori di ricerca significhi necessariamente essere i “più forti” sul mercato dell’offerta di servizi.

Alcuni imprenditori addirittura pagano fior di cifre per assicurarsi che la propria attività figuri in cima alle ricerche, convincendosi erroneamente che questa manovra porti giovamento in termini di profilazione e aumento del numero di clienti. Ma il vantaggio è concreto e reale? Effettuare queste operazioni serve? La domanda fondamentale da porsi non è “quanto posso sponsorizzare la mia attività? “Ma”cosa vuole da me il cliente che ricerca il mio servizio?”.

Il punto cardine rimane quindi il cliente dall’altra parte dello schermo.

Quando essere primi su Google porta a minimi risultati?

1)Quando il cliente cerca soluzioni a problemi “minori”. Le persone cercano soluzioni su Google principalmente se si trovano faccia a faccia con un problema che devono risolvere. Se per esempio si rompe la lavastoviglie o un armadio o una sedia o un tappeto e così via.

Nella maggioranza dei casi la prima azione che compie un individuo alle prese con un problema è provare a Googlare la possibile risoluzione. Ma essere la prima pagina visualizzata nel motore di ricerca dà automaticamente il diritto/privilegio di scelta da parte dell’utilizzatore? Non è così perché il cliente cerca la soluzione migliore alle proprie esigenze potendo avere “pazienza” e tempo di visualizzare più siti e capire qual è quello che più soddisfa le proprie esigenze in termini economici, qualitativi e di tempo.

Certo se si rompe la lavastoviglie si crea un disagio, ma “temporaneamente risolvibile” in quanto i piatti si possono lavare anche a mano. Se si rompe un armadio di certo è un problema, ma si possono trovare soluzioni alternative e non è necessario comprare un altro armadio nell’immediato.

Quindi essere primi su Google in questo caso non risulta funzionale perché le persone, quando un problema è parzialmente rimediabile, non ricercano immediatamente la prima soluzione che gli si para davanti agli occhi, ma aspettano di ponderare bene tutti i pro e contro. Quindi anche se il link è in evidenza, difficilmente un cliente si soffermerà solo sull’analisi della prima soluzione che compare.

Questo inficia l’efficacia della prima posizione perché non garantisce che questa confermi l’utilizzo da parte di chi ne è a contatto.

2)Quando il cliente cerca per “puro piacere” personale. Molto spesso inoltre Google è utilizzato non solo in presenza di un reale problema, ma solo per togliersi qualche “capriccio“. Si pensi per esempio ad una lavoratrice che ha ricevuto un premio aziendale o semplicemente la tredicesima mensilità e vuole farsi un regalo perché sente di meritarlo.

Questa donna parte dall’idea che vuole qualcosa di “sfizioso” per arricchire la propria collezione di borse e quindi non da una reale esigenza. Se cerca in internet “borsa da sera stagione invernale” sicuramente comincerà a spulciare tutti i risultati che le si presenteranno e non si fossilizzerà solo sul primo che le esce. Perché la sua volontà non è chiara e definita, vuole una borsa elegante invernale che la soddisfi alla vista, non una specifica borsa elegante invernale.

Anche in questo caso quindi essere primi su Google non garantisce e nemmeno agevola la scelta o meno del sito a cui rivolgersi.

Ma allora quando essere primi su Google porta a dei veri risultati?

1)Quando il cliente cerca per esigenze a carattere d’urgenza. Pensate ad esempio che per un piccolo week end di piacere decidete di recarvi in una città che non conoscete per esplorarla. Vedete dalla mappa che impiegherete circa 4 ore ad andarci e decidete di fare tutto con calma e partire dopo l’ora di pranzo per arrivare a destinazione nel tardo pomeriggio.

Purtroppo però sul tragitto vi imbattete in un grosso incidente che aumenta il percorso originario di molte ore. Finalmente riuscite ad arrivare al traguardo in tarda serata stanchi, nervosi ed affamati in un luogo che non conoscete e non riuscite a trovare parcheggio con la conseguente perdita di un’altra ora sulla tabella di marcia. Trovate un parcheggio come un miraggio nel deserto e guardate l’ora: è mezzanotte. Siete affamati, qual è la prima cosa che fate? Cercate su Google i ristoranti ancora aperti a quell’ora. In questo caso state certi che il primo link che vi si presenterà e che vi dirà che c’è un ristorante che serve pasti veloci fino alle 2 di notte, lo sceglierete senza dubbio alcuno e senza soffermarvi su altre ricerche.

2)Quando il cliente cerca nel raggio di pochi chilometri. Quando abbiamo un’urgenza, per esempio si rompe un tubo del rubinetto e si comincia ad allagare la cucina, è molto probabile che cerchiamo la soluzione più veloce e vicina a noi. Così se scriviamo in Google “idraulico vicino a via Pinco Pallino Roma” ad esempio, difficilmente staremo a ricercare minuziosamente il link tra le tante proposte, cliccheremo sul primo e spereremo che arrivi prima che si allaghi anche il resto della casa.

Essere i primi su Google geo localizzati quindi può aiutare ad aumentare il numero di clienti e la propria pubblicità. In definitiva quindi essere primi su Google non significa necessariamente essere in testa alle scelte degli utilizzatori. Spero che l’articolo vi abbia fornito degli spunti di riflessione interessanti per capire se la vostra attività si annovera tra quelle per cui vale la pena occupare la prima posizione nel motore di ricerca, o se invece questo non è necessario e potete risparmiare tempo e soldi per impiegarli in qualcosa di più utile e fruttuoso per la vostra attività.

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